Saranno installate nuove centraline per il monitoraggio, poi l’elettrificazione di tutte le banchine
Marco Bittau, La Nuova Sardegna, 28/08/10
OLBIA. Ogni anno nei tre scali del nord Sardegna si muovono 11mila e 300 navi con emissioni inquinanti insostenibili. Partendo da questo assunto l’Autorità portuale si appresta a cambiare rotta scoprendo un’insospettabile anima ambientalista. Insomma, batte un cuore verde dietro il progetto «Green port» che porterà prima al monitoraggio della situazione e poi all’elettrificazione delle banchine.
L’agenda dell’Autorità portuale è già definita: il prossimo 20 settembre il presidente Paolo Piro convocherà un primo vertice tecnico con Arpas, capitanerie di porto, Regione, Province e Comuni. Obiettivo principale: attivare un monitoraggio sullo stato di salute dei tre porti, che si concretizzerà con l’approvazione, in Comitato portuale, di un documento di programmazione di interventi ambientali e strategici.
Dati alla mano, nei tre scali arrivano e ripartono oltre 11 mila e 300 navi all’anno, unità che, durante la sosta in banchina utilizzano fino a 16 mega watt di corrente ciascuna, indispensabile per alimentare, attraverso appositi generatori, il traghetto e le attività di bordo. Energia che viene prodotta attualmente con la combustione di carburanti fossili, con tutto ciò che comporta in termini di emissioni di sostanze inquinanti nell’aria.
Da qui la decisione dell’Autorità portuale di installare centraline fisse di rilevamento delle emissioni in tutti e tre i porti. Dal monitoraggio si passerà allo studio di una strategia ambientale nell’interesse delle popolazioni costiere e di tutti gli operatori dei porti, che farà seguito all’ordinanza del 2005 che prevede le riduzioni dei canoni demaniali per i concessionari che ottengono una certificazione ambientale ISO 14001.
La prospettiva ideale sarà quella dell’elettrificazione delle banchine. Iniziativa già sperimentata nel porto di Civitavecchia, che ha applicato il progetto «Green port» al mercato delle crociere. Le navi in sosta, che si connetteranno a delle vere e proprie prese di corrente, alimentate da una centrale elettrica, potranno spegnere i motori di bordo, consentendo quindi una rilevante riduzione delle emissioni inquinanti nell’aria, senza rinunciare, nel contempo, quella quantità sufficiente di energia utile alla vita a bordo di croceristi ed equipaggio.
L’elettricità fornita nel porto laziale, frutto di un protocollo d’intesa tra Port Authority di Civitavecchia ed Enel, prevede inoltre il ricorso all’uso di fonti rinnovabili di energia, con l’ausilio di avanzati sistemi per favorire il risparmio di corrente (pannelli fotovoltaici per esempio) che consentiranno l’illuminazione dei piazzali e banchine e la gestione dei consumi delle attività portuali semplicemente attraverso la luce del sole.
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