OSPITE AL FESTIVAL DELLA SCIENZA DI ROMA
Nicholas Negroponte appoggia la candidatura della Rete per il premio 2010: «È un’arma di educazione, ma no a limiti sul web, puntare sull’istruzione»
Claudia Voltattorni
14/01/10
ROMA – Nel’95 scriveva «Essere digitali». Quindici anni dopo «quella rivoluzione tecnologica non c’è più», ma scriverebbe subito «Essere digitali 2», perché «ora la rivoluzione è culturale». Ed è per questo che Internet può aspirare al prossimo Premio Nobel per la Pace.
E Nicholas Negroponte, guru della Rete delle reti, fondatore del MediaLab del Mit, diventa uno dei primi promotori della candidatura al prestigioso riconoscimento svedese lanciata dall’edizione italiana di Wired di cui il Premio Nobel Shirn per la Pace del 2003 Shirn Ebadi è prima firmataria.
Proprio nei prossimi giorni, il direttore della rivista Riccardo Luna andrà ad Oslo per formalizzare la richiesta: i nomi da presentare sono quelli di Larry Roberts, Vint Cerf e Tim Berners Lee, considerati i padri di Internet.
«PIU’ MERITATO DI OBAMA» – «Altroché Obama!», sorride il professore newyorchese arrivato a Roma per il Festival delle scienze. «È internet il vero promotore di pace, anzi, come dico da sempre è “un’arma di educazione alla pace”, perché ha più voce in assoluto sulla pace lui che qualsiasi altro, tutti leggono internet!».
Quindi, «merita il Nobel molto di più del presidente Usa, di cui resto un convinto sostenitore ma che di pacifico non ha fatto nulla, anzi, pensiamo alla contraddizione di aver inviato nuove truppe in Afghanistan: dovevano giudicare dopo la sua presidenza, non prima». Leggi il seguito di questo post »
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