Con la nuova legge ci saranno più controlli sull’origine delle pietanze. Contu: «Tuteliamo le aziende serie e il consumatore»
Acquisti obbligatori dai fornitori iscritti all’albo regionale
Emanuele Dessì, ,
, 19/01/10
Basta con i maialetti di dubbia provenienza e con i sottolio acquistati al supermercato. Negli agriturismo, in Sardegna (quelli censiti sono 728), si dovranno portare in tavola i prodotti dell’azienda e, per la parte scoperta , ci si dovrà obbligatoriamente rivolgere ai fornitori iscritti in un elenco regionale. Per istituirlo, la Giunta ha 4 mesi di tempo. È il punto focale della riforma dell’agriturismo, introdotta di fatto con la legge 1/2010, “Norme per la promozione della qualità dei prodotti della Sardegna”.
«Una legge approvata all’unanimità», ci tiene a sottolineare Mariano Contu, il consigliere regionale del Pdl che presiede la commissione Agricoltura e Ambiente. «Un provvedimento», aggiunge Contu, «che rappresenta la sintesi delle proposte di legge di Paolo Maninchedda, Giuseppe Cuccu e Paola Zuncheddu. Sono convinto che, con questo spirito, si possa arrivare ad altri interventi normativi a sostegno dell’agricoltura ma, più in generale, di tutti i settori produttivi, partendo dalla considerazione», dice ancora Contu, «che l’interesse prevalente è la Sardegna».
GLI OBIETTIVI La legge 1, approvata la scorsa settimana in Consiglio regionale, rivede in più punti la precedente disciplina regionale dell’agriturismo (la legge 23/1998), «con l’obiettivo», evidenzia Mariano Contu, «di tutelare le imprese agricole impegnate seriamente nell’agriturismo. E per tutelare il consumatore che, ferme restando le eccezioni positive, si è visto proporre pietanze che, spesso, avevano poco a che fare con l’azienda e con il territorio».
I controlli saranno rigorosi, affidati, si legge nell’articolo 3 della legge 1, alla polizia municipale, al Corpo forestale, ai servizi di igiene della Asl, «oltre che agli altri soggetti indicati dalle norme vigenti». Per il presidente della commissione Agricoltura, l’istituzione dell’Elenco regionale dei fornitori darà certezza di destinazione a numerose produzioni di qualità dell’agroalimentare sardo. Ma la stretta sulla provenienza dei prodotti «potrebbe, finalmente, far crescere quello spirito di solidarietà tra aziende agrituristiche vicine tra loro. Basta con gli steccati», auspica Contu. «Si offre l’occasione per realizzare una rete con i prodotti del territorio a chilometri zero, le aziende la colgano».
I POSTI LETTO La commissione Agricoltura, spiega Contu, «ha detto no alla richiesta di potenziare il numero delle camere nelle aziende rurali». Il limite massimo (per le aziende più estese) è di 20 posti letto in 12 camere. «Ci è stato fatto un esempio concreto: ma se arriva un pullman con 50 turisti, dove li ospitiamo? Si ridistribuiscano nelle aziende vicine, è stata la nostra risposta. Chi vuole fare attività ricettiva», dice Contu, «faccia l’albergatore, se può.
Ma l’agriturismo, che è un’attività correlata all’agricoltura, beneficiandone anche in termini fiscali, è un’altra cosa. Non vogliamo snaturarne lo spirito, anzi, vogliamo esaltarlo. E se ci sarà una selezione naturale, ben venga. Sono certo», aggiunge Contu, «che la legge 1 offre l’opportunità alle imprese agricole, nel loro ruolo multifunzionale, di crescere. Facendo della qualità un punto di forza».
I COPERTI Cambia, invece, con la nuova legge, il numero dei coperti per i pasti, non più 80 come tetto massimo, ma 1.800 al mese. Questo significa sdoganare la cerimonie (l’esempio classico sono i matrimoni) organizzate in agriturismo. Con il limite di 80 coperti erano tutti a rischio-multa, 1.800 coperti al mese consente alle aziende agrituristiche di mettersi al riparo.
Mariano Contu non crede che ci siano i presupposti per tirar su i prezzi. «Anche portando in tavola prodotti di qualità si possono praticare tariffe concorrenziali. Personalmente, trovo che rispetto all’offerta media di oggi, il costo di un pasto in agriturismo sia già abbondantemente pagato».
LE ALTRE OPPORTUNITÀ Il presidente della commissione Agricoltura e Ambiente evidenzia l’importanza di sostenere anche l’ittiturismo, «valorizzando qui i prodotti ittici freschi o la bottarga». La legge offre premialità anche per distribuzione organizzata e la ristorazione collettiva che privilegiano i prodotti di qualità, chiave di volta – la qualità – per evitare gli strali di Bruxelles in termini di lesione della concorrenza.
Le premialità riguardano anche le mense di scuole, ospedali e caserme. «In quest’ultimo caso la strada è più in salita. Ci si era impegnati per proporre alcuni prodotti sardi nel menu quando era sottosegretario alla Difesa Salvatore Cicu. Ma ci stiamo attivando», dice ancora Contu, «per definire protocolli d’intesa Regione-ministero della Difesa».
Filed under: Artigianato, Turismo, Emanuele Dessì, Giuseppe Cuccu, L.R. 1/2010, Mariano Contu, Paola Zuncheddu, Paolo Maninchedda, Salvatore Cicu