tomaso giagoni

mindset-dataset

Tomaso Giagoni

Tomaso Giagoni

Tomaso Giagoni è un dirigente d’azienda, esperto di organizzazioni, turismo, trasporto aereo,comunicazione e internet. La sua attività professionale inizia nella progettazione e realizzazione di opere pubbliche e importanti strutture turistiche, sanitarie e televisive, ricoprendo vari ruoli manageriali (progettista e controller).

Nel 1997 è Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (626/94) della Regione Autonoma della Sardegna, progetta tutta l’organizzazione e la formazione dei circa 6.000 dipendenti, ponendo l’attenzione soprattutto su fenomeni di mobbing e sulle peculiarità della psicologia nelle organizzazioni pubbliche.

Dal 1999 al 2004 è Consulente/dirigente di Gabinetto, con delega assessoriale per i rapporti con lo Stato, le Regioni e la Comunità Europea, presso l’Assessorato del Turismo, dell’Artigianato e del Commercio della Regione Autonoma della Sardegna.

In questa veste attiva in ambito nazionale, oltre ai cosiddetti progetti interregionali (point to point, perle dell’alto tirreno ed altri), anche il primo Sistema Turistico Locale (art.5 L.135/2001) promuovendo la costituzione della Società per Azioni “STL Sardegna SpA” socio unico Regione Autonoma della Sardegna, società della quale diventa Direttore Generale e Amministratore Delegato.

Progetta il Piano di Rilancio e Sviluppo Turistico, elaborando specifici indicatori turistici identificativi del territorio.

Progetta l’Osservatorio Turistico Regionale.

E’ membro del gruppo di lavoro per lo studio della riforma dell’Enit

Nel 2003 – E’ chiamato da società private armatrici di maxi yachts, ad avviare e gestire attività di Charter di lusso. L’attività ha compreso la partecipazione alla progettazione dell’interno degli Yachts, alla gestione del mercato internazionale dei clienti, brokers, equipaggi.

Nel 2006 – Promuovitalia Srl- Roma- E’ nominato Responsabile per la Sardegna, nel progetto “ Lavoro & Sviluppo”. E’ l’occasione per sperimentare anche nel campo dell’alta formazione, in particolare nell’ambito del rilancio e dello sviluppo turistico del territorio, l’innovazione metodologica e di contenuto.

Nel 2006 viene chiamato ad assumere il ruolo di Direttore Generale del STL “Gallura Costa Smeralda” SpA, l’Autorità Ufficiale per la governance del territorio, ai sensi della L. 135/2001, con delega piena per l’attuazione del Piano turistico di rilancio e sviluppo del territorio Gallura Costa Smeralda.

Sotto la sua guida il “Gallura Costa Smeralda “ (SpA pubblica con capitale sociale di circa 800.000 euro) è il primo STL che impiega i fondi nazionali per la realizzazione dei progetti innovativi del e per il Territorio, declinando un piano industriale in modo fortemente operativo ed inclusivo di azioni e non di attori, tanto da fare diventare lo stesso Sistema, il vero T.O. del Territorio, in grado di rilanciare la Costa Smeralda, divenuta anch’essa, per diversi motivi, area turistica in declino.

A distanza di un solo anno e mezzo di attività, il territorio sta già misurando importanti out puts.

Due gli assi strategici dell’operatività della società.
Il primo è una forte attenzione al web, il secondo la realizzazione di un vettore regionale (compagnia aerea regional) che colleghi in modo non eterodiretto una rete di eccellenze turistiche ed il resto dell’Europa.

Ha fondato l’ufficio “ Light Press Gallura Costa Smeralda”, che si caratterizza per l’applicazione concreta del web 2.0, per i suoi uffici virtuali in tutti i mercati di riferimento e per il bridge-blogging;

Sta sperimentando il rapporto web-carta stampata, fondando in seno allo stesso Light press, una rivista video- foto- partecipativa.
I risultati riscontrati hanno generato fiducia sia negli operatori che nelle istituzioni; tanto è che Giagoni è stato incaricato di progettare, anche nell’assetto logistico-archittetonico, degli uffici turistici del territorio. L’ufficio turistico, studiato come lounge, non è solo un luogo fisico tecnologicamente attrezzato, ma anche uno stato emotivo dedicato al turista.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Più idee concrete e meno slogan

Paolo Fadda*, , 17/01/10

Per un futuro dell’isola, che sia meno precario e che scacci la crisi, si sono messi in campo in questi giorni mobilitazioni ed appelli sotto degli slogan che dicono pressappoco questo: lottiamo “per un nuovo “piano di rinascita” e, ancora, “per un diverso modello di sviluppo“.

Peraltro, è difficile comprendere cosa di concreto contengano quegli slogan, dato non si precisano quali indicazioni concrete propongano.Ad essi infatti andrebbe data, come possibile giustificazione, quella di voler divenire solo la cassa di risonanza per lo stato di gravi difficoltà e di persistenti malesseri attraversato dalle comunità isolane.

Per la verità, la Sardegna, con la sua economia, si trova oggi in mezzo ad un guado, dove, abbandonata la sponda di un’industrializzazione forzata, non sa più verso che riva dirigersi. E questo mentre preme una forza lavoro che è più che raddoppiata rispetto agli anni della “prima” rinascita.

Per meglio capire questo passaggio, vale ricordare come allora la creazione di fabbriche ad alta intensità di occupazione fosse stata vista quale antidoto alla fuga dalle campagne e alla piaga di un’emigrazione quasi esclusivamente maschile e a bassa scolarizzazione.

Oggi, al contrario, con l’entrata nel campo del lavoro delle donne e con una più diffusa e alta scolarizzazione, la sola fabbrica non può essere più un rimedio.

Anche perché l’assetto dell’economia è profondamente mutato, ed è difficile intravedere quali ne siano le reali caratteristiche, con un comparto produttivo disunito, disperso e fortemente impregnato di quell’effetto “mucillagine” di cui ha scritto il Censis.

Si è ancor più aggravata la disunità interna, per cui non si è più davanti al solo contrasto fra zone interne e costiere, ma vi è difficoltà a trovare omogeneità tra i problemi dell’ Ogliastra e quelli del Mandrolisai, dell’ Anglona o della Trexenta.

La Sardegna non è più solo geograficamente un’ isola di isole, ma lo è diventata soprattutto nell’ economia, tanto da rendere difficile l’adozione, come allora, di un’unica ricetta che possa far ripartire lo sviluppo.

Ed è per questo che al posto di slogan e di mobilitazioni popolari servirebbero delle valide idee e dei progetti concreti perché si scaccino le paure e le depressioni e si ritorni a lavorare per costruire un futuro diverso e migliore.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.